Danish Compromise e il caso Banco BPM: un’opportunità o una distorsione competitiva?

Danish Compromise
New banking regulations
Banco BPM sfrutta il Danish Compromise

Il Danish Compromise si inserisce nel contesto delle normative di Basilea III, che sono state introdotte per rafforzare la regolamentazione bancaria e migliorare la stabilità del sistema finanziario globale dopo la crisi del 2008. Basilea III impone requisiti più severi in termini di capitale, liquidità e leva finanziaria, con l’obiettivo di rendere le banche più resilienti a eventuali shock economici. Le normative, sebbene mirino a rafforzare il sistema bancario, hanno reso più onerose alcune operazioni, come le acquisizioni, perché le banche devono mantenere un capitale significativo a fronte di nuovi rischi assunti.

Il Danish Compromise, introdotto nel 2012, è una misura di mitigazione che consente alle banche di ridurre l’assorbimento di capitale regolamentare quando acquisiscono partecipazioni in società assicurative. Questo strumento è stato concepito per favorire il consolidamento nel sistema finanziario europeo, permettendo alle banche di diversificare i propri rischi attraverso l’integrazione con compagnie assicurative, come nel caso delle polizze vita e dei fondi d’investimento.

Banco Bpm sta sfruttando proprio questa agevolazione nel suo tentativo di acquisire Anima Holding, lanciando un’OPA sulla società di gestione patrimoniale. L’istituto milanese può procedere con l’operazione senza incidere pesantemente sul proprio capitale, pur creando un conglomerato bancario-assicurativo con oltre 220 miliardi di euro in assicurazioni vita e risparmio gestito. In pratica, Banco Bpm può diversificare i suoi rischi e potenziare la sua offerta senza dover aumentare significativamente il capitale richiesto dalle normative di Basilea III.

Tuttavia, questa stessa agevolazione ha suscitato le preoccupazioni delle principali compagnie assicurative italiane, come UnipolSai e Generali, che vedono una distorsione competitiva. Il Danish Compromise permette alle banche di beneficiare di un trattamento favorevole per acquisire aziende assicurative, ma non si applica alle compagnie assicurative stesse, impedendo loro di fare lo stesso tipo di acquisizioni senza aumentare il capitale regolamentare. Questo squilibrio ha sollevato critiche, in quanto le compagnie assicurative, pur avendo una natura affine al settore bancario, non possono contare su simili agevolazioni, creando una disparità che potrebbe favorire ulteriori operazioni di fusione tra banche e assicurazioni, come quella di Banco Bpm, mentre penalizza le compagnie assicurative nella loro espansione.

L’operazione di Banco Bpm potrebbe quindi aprire la strada a un consolidamento bancario-assicurativo, ma anche alimentare il dibattito sull’adeguatezza del Danish Compromise nel garantire una competizione equa tra i vari attori del sistema finanziario europeo.

Di seguito il link per un approfondimento sulle norme riguardanti Basilea III:

https://www.consilium.europa.eu/it/policies/basel-iii/