In Italia la Pubblica Amministrazione segna il record di sanzioni ricevute, 190, pari al 17% del totale nell’anno solare 2019. Le Autorità europee hanno comminato niente meno che 410 milioni di euro di sanzioni nell’ultimo anno, al primo posto per distacco il Regno Unito con oltre 312 milioni di euro di multe. L’Italia si attesta al 5° posto con 4.3 milioni di euro. Segnaliamo peraltro che tali statistiche NON tengono conto almeno della multa comminata a ENI Gas e Luce lo scorso 19/01/2020

sanzioni privacy

L’autorità italiana resta, però, la più attiva con 30 provvedimenti attivati. Fanalini di coda (guarda caso!) in queste classifiche l’Irlanda e il Lussemburgo che non hanno erogato nessuna sanzione pur (o proprio perché) avendo le maggiori multinazionali che trattato dati su larga scala.

Ma analizziamo le infrazioni più sanzionate:

  1. Trattamenti illeciti di dati (44%)
  2. Insufficienti misure di sicurezza (18%)
  3. Mancato rispetto dei diritti degli interessati (13%)
  4. Mancata o inidonea informativa (9%)
  5. Data Breach o incidenti informativi (9%)
sanzioni privacy

I settori più colpiti sono la P.A. con il 17% del numero totale di sanzioni e il settore Telecomunicazioni (14,7%) ma analizzando il valore economico delle sanzioni il settore più colpito è quello dei Trasporti (50%) e quello Alberghiero (24%).

Colpisce molto che un settore come quello alberghiero così centrale in un Paese come l’Italia votato al turismo sia ancora così inadeguato al trattamento dei dati personali.

Quasi la metà sono trattamenti illeciti, ciò vuol dire che i nostri dati vengono usati per scopi non idonei mentre un altro 40% (punti 2, 3 e 4) sono sanzioni dovute a mancati adeguamenti che potrebbero essere facilmente evitate adottando un sistema aziendale che sia idoneo al trattamento dei dati.

Sanzioni privacy

Il 2020 certamente non si è aperto in modo migliore: è di pochi giorni fa la notizia della corposa sanzione comminata dal Garante per la privacy a Eni Gas e Luce per 11,5 milioni di euro, riguardanti trattamenti illeciti di dati personali nell’ambito di attività promozionali e attivazione di contratti non richiesti

LA PRIVACY NEL 2019 INIZIA A MIETERE LE PRIME VITTIME

Privacy
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In Italia la Pubblica Amministrazione segna il record di sanzioni ricevute, 190, pari al 17% del totale nell’anno solare 2019. Le Autorità europee hanno comminato niente meno che 410 milioni di euro di sanzioni nell’ultimo anno, al primo posto per distacco il Regno Unito con oltre 312 milioni di euro di multe. L’Italia si attesta al 5° posto con 4.3 milioni di euro. Segnaliamo peraltro che tali statistiche NON tengono conto almeno della multa comminata a ENI Gas e Luce lo scorso 19/01/2020

sanzioni privacy

L’autorità italiana resta, però, la più attiva con 30 provvedimenti attivati. Fanalini di coda (guarda caso!) in queste classifiche l’Irlanda e il Lussemburgo che non hanno erogato nessuna sanzione pur (o proprio perché) avendo le maggiori multinazionali che trattato dati su larga scala.

Ma analizziamo le infrazioni più sanzionate:

  1. Trattamenti illeciti di dati (44%)
  2. Insufficienti misure di sicurezza (18%)
  3. Mancato rispetto dei diritti degli interessati (13%)
  4. Mancata o inidonea informativa (9%)
  5. Data Breach o incidenti informativi (9%)

sanzioni privacy

I settori più colpiti sono la P.A. con il 17% del numero totale di sanzioni e il settore Telecomunicazioni (14,7%) ma analizzando il valore economico delle sanzioni il settore più colpito è quello dei Trasporti (50%) e quello Alberghiero (24%).

Colpisce molto che un settore come quello alberghiero così centrale in un Paese come l’Italia votato al turismo sia ancora così inadeguato al trattamento dei dati personali.

Quasi la metà sono trattamenti illeciti, ciò vuol dire che i nostri dati vengono usati per scopi non idonei mentre un altro 40% (punti 2, 3 e 4) sono sanzioni dovute a mancati adeguamenti che potrebbero essere facilmente evitate adottando un sistema aziendale che sia idoneo al trattamento dei dati.

Sanzioni privacy

Il 2020 certamente non si è aperto in modo migliore: è di pochi giorni fa la notizia della corposa sanzione comminata dal Garante per la privacy a Eni Gas e Luce per 11,5 milioni di euro, riguardanti trattamenti illeciti di dati personali nell’ambito di attività promozionali e attivazione di contratti non richiesti

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